Gli Artisti

Giuliano Carmignola

Nato a Treviso, ha studiato con il padre, con Luigi Ferro successivamente con Nathan Milstein, Franco Gulli all’Accademia Musicale Chigiana e con Henryk Szeryng al conservatorio di Ginevra.

Inizia la carriera come solista sotto la guida di direttori d’orchestra quali Claudio Abbado, Eliahu Inbal, Peter Maag e Giuseppe Sinopoli esibendosi nelle più prestigiose sale da concerto. Collabora poi con Umberto Benedetti Michelangeli, Daniele Gatti, Andrea Marcon, Christoph Hogwood, Trevor Pinnok, Franz Bruggen, Paul Mc Creesh, Giovanni Antonini e Ottavio Dantone.

Significativa è stata la sua collaborazione con i Virtuosi di Roma negli anni 70 in seguito con i Sonatori della gioiosa Marca, la Venice Baroque Orchestra, l’Orchestra Mozart, l’Orchestre des Champs Elysees, Kammerorchester Basel, il Giardino Armonico e l’Academy of Ancient Music.

La sua produzione discografica l’ha portato a collaborare con etichette come Erato, Divox Antiqua, Sony e Deutsche Grammophon GmbH con cui ha attualmente un contratto di esclusiva. Le sue registrazioni hanno ottenuto numerosi e importanti riconoscimenti come Diapason D’Or e Choc du Monde. Tra le incisioni più recenti i concerti per due violini di Vivaldi con Viktoria Mullova e la Venice Baroque Orchestra, l’integrale dei concerti di Mozart con Claudio Abbado e l’Orchestra Mozart e i concerti per violino di Haydn con l’Orchestre des Champs Elysees.

Ha tenuto corsi all’accademia musicale Chigiana di Siena e all’Hochschule di Lucerna.

È stato insignito del titolo di “Accademico della Reale Accademia Filarmonica di Bologna” e di “Accademico di Santa Cecilia”.

Suona lo Stradivari Baillot del 1732 che la Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna ha voluto concedergli a motivo della sua levatura artistica e dell’impegno con l’Orchestra Mozart.


Filippo Maria Bressan

Considerato “uno dei più innovativi e interessanti direttori della nuova scuola italiana”, sia nel repertorio operistico che in quello sinfonico-corale e barocco, Filippo Maria Bressan è uno dei pochi direttori italiani ad essere invitato regolarmente a dirigere e collaborare con orchestre e compagini di massimo prestigio, quali l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice di Venezia, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino.

Indicato dal M° Giulini come un direttore “di nobile ed elegante semplicità”, eclettico, riservato, anticonvenzionale, sportivo, ha scelto di seguire le proprie passioni e di lavorare principalmente in Italia. Ha tuttavia diretto anche in molti teatri e sale da concerto d’Europa e del Sud America ed è ospite regolare delle principali società concertistiche e dei maggiori festival italiani di musica sinfonica, antica e contemporanea (Accademia Chigiana di Siena, Biennale di Venezia, Festival Monteverdi di Cremona, MiTo Settembre Musica, Sagra Musicale Umbra e molti altri). Tra le molte e diverse esperienze, ha lavorato a fianco di C. Abbado, F. Brüggen, M.W. Chung, C.M. Giulini, E. Inbal, N. Järvi, P. Maag, L. Maazel, G. Prêtre, M. Rostropovich,  G. Sinopoli, J. Tate,  e con L. Berio, G. Bonato, N. Campogrande, M. Nyman, A. Pärt, R. Vlad.

Direttore stabile dell’ Orchestra Sinfonica di Savona, direttore in residence dell’Orchestra dell’Accademia di Schio, è stato direttore ospite per cinque anni  al Teatr Wielki di Poznan e per due anni al Teatro Lirico di Cagliari. Direttore ospite dell’Orchestra Filarmonica di Torino, è stato direttore principale dell’Academia de li Musici e attualmente di Voxonus.  Ha fondato, e vi si è dedicato per vent’anni, Athestis Chorus&Orchestra – complesso barocco con strumenti d’epoca – con il quale è divenuto uno dei protagonisti della rivalutazione della musica barocca in Italia e del rinnovo del repertorio corale e sinfonico. Inoltre, dal 2000 al 2002 è stato il maestro del Coro dell’Accademia Nazionale di S.Cecilia a Roma – il più giovane direttore nei 500 anni e più di storia del coro.

Ha diretto quasi tutte le principali orchestre italiane, con un ampio ma selezionato repertorio che spazia dalle Ouverture di J.S. Bach a Rendering di L. Berio, collaborando con solisti quali G. Andaloro, R. Baborák, A. Ballista, P. Berman, R. Brautigam, R. Buchbinder, M. Campanella, B. Canino, A. Carbonare, G. Carmignola, G. Cassone, C. Colombara, R. Cominati, P. De Maria, B. De Simone, E. Dindo, M. Fröst, B. Lupo, S. Mingardo, D. Nordio, M. Pletnev, G. Pretto, R. Prosseda, C. Sampson, E. Szmytka, etc.

Anche il repertorio operistico è molto vasto: da Paride ed Elena di C.W. Gluck diretto a Pisa, all’Opéra Royal de Wallonie-Liége e in altri teatri, a Nabucco di Verdi diretto al Teatr Wielki di Poznàn; da Alcina di Händel diretta al Teatro Verdi di Trieste a Semiramide, di Rossini diretta nei Teatri di Pisa, Livorno, Rovigo e Trento; da Don Giovanni di Mozart diretto al Teatro Filarmonico di Verona, al Teatro Giovanni da Udine e altri, al Don Carlo di Verdi diretto recentemente al Politeama di Lecce, oltre a opere inedite come Doña Flor di Van Westerhout  diretta a Bari, Ifigenia in Tauride di Galuppi diretta a Venezia, Il mondo della luna di Paisiello, diretta a Trieste, dove è tornato qualche mese fa con Orfeo ed Euridice di Gluck.

Pianista di formazione ma anche cantante e compositore, direttore di vocazione e di studio, allievo a Vienna di Karl Österreicher, perfezionatosi tra gli altri con J.E. Gardiner e F. Leitner, assistente di J. Jürgens, studioso della musicologia e della prassi esecutiva, Bressan rappresenta una sintesi estremamente efficace ed oggi assai rara di profonda conoscenza della tradizione vocale italiana e della grande scuola sinfonica tedesca. Questa doppia discendenza, l’esperienza maturata nei diversi ambiti e una sensibilità particolarmente raffinata nel trattamento delle voci, lo portano ad essere direttore ideale nell’opera del Sette/ottocento – compresi Rossini e Verdi – e nel repertorio sinfonico/corale, che da sempre lo appassiona.

Tra i molti concerti sono da segnalare le standing ovation al Teatro Colòn di Buenos Aires,  l’esecuzione dell’Alexander’s Feast di Händel con il Coro e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S.Cecilia all’Auditorio Parco della Musica di Roma, I Vespri di Natale, diretti nella Basilica di San Marco a Venezia con l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice, i concerti in mondovisione per il Papa. Membro del comitato scientifico della Fondazione G. Rossini di Pesaro, ha registrato numerose prime esecuzioni assolute e concerti dal vivo e in mondovisione per la RAI e le radiotelevisioni austriaca, belga, francese, olandese, slovena e brasiliana. Ha inciso per Decca, Deutsche Grammophon, EMI, Virgin; per Chandos Records ha inciso 4 cofanetti (Arianna di Benedetto Marcello, Requiem di B. Marcello, Messa per San Marco di Baldassare Galuppi, La Resurrezione di Lazzaro di Antonio Calegari) che hanno avuto un importante riscontro di critica e pubblico; nel febbraio 2012 ha inciso per la rivista Amadeus il Concerto per violino di Bruch e la sinfonia Schottish di Mendelssohn. Da molti anni atleta di triathlon, si dedica anche all’insegnamento, alla solidarietà e alla salvaguardia degli alberi.

Raffinato direttore, con una sicurezza tecnica capace di mettere in riga qualsiasi orchestra e con una vera profondità di interprete; c’è, nella sua direzione, non solo il giusto rapporto col palcoscenico, ma anche l’equilibrio dei tempi, che serve a disegnare le grandi architetture musicali, la tensione drammatica nei colori e nel fraseggio, la giusta definizione di ogni atmosfera.
(Arrigo Quattrocchi – IL MANIFESTO – Semiramide, Rossini).

Oltre che ottimo musicista, è anche un magnifico direttore: con le sue mani accarezza l’aria, quasi temesse di disturbare gli incanti che escono dai suoi musicisti. La trasparenza, quasi un criterio morale, sorregge la sua lettura.
(Stefano Ragni – LA NAZIONE – Stravinsky, Symphony of Psalms, Brahms Symphony n.1).

Un’esecuzione fluida e precisa ad un tempo, magnificata dal gesto del direttore Bressan. Lucidità, precisione, sorvegliato vigore, carisma di rara fattura: questi i tratti di questa specie di “Magus Musicae” cui tutti hanno risposto con attenzione e convinta partecipazione. Lunghi, calorosi e commossi applausi.
(Marco Maria Tosolini – IL GAZZETTINO – Johannes Passion, Bach).


Enrico Bronzi

Violoncellista e direttore d’orchestra.

Tutte le più importanti sale da concerto d’Europa, USA, Sud America e Australia (Carnegie Hall e Lincoln Center di New York, Filarmonica di Berlino, Konzerthaus di Vienna, Mozarteum di Salisburgo, Filarmonica di Colonia, Herkulessaal di Monaco, Filarmonica di San Pietroburgo, Wigmore Hall e Queen Elizabeth Hall di Londra, Teatro Colon di Buenos Aires) hanno ospitato un concerto di Enrico Bronzi.

La sua ricca esperienza da solista l’ha portato a imporsi in importanti concorsi internazionali e collaborare con grandi artisti come Martha Argerich, Alexander Lonquich, Gidon Kremer, e complessi quali il Quartetto Hagen, la Kremerata Baltica, Camerata Salzburg e Tapiola Sinfonietta.

L’attività da solista di Enrico Bronzi si affianca a quella, altrettanto intensa con il Trio di Parma (link alla pagina interna dedicata al Trio), ensemble che ha fondato nel 1990 e si completa e arricchisce con la didattica. Dal 2007, infatti, è professore all’Universität Mozarteum Salzburg.

Enrico Bronzi non è solo un attivissimo musicista, ma anche un divulgatore in ambito musicale. La sua capacità di trasmettere in modo semplice (ma non banale) l’amore e la comprensione della musica è l’elemento che lo contraddistingue, con l’obiettivo di dare a un pubblico sempre più ampio strumenti per favorire un ascolto consapevole della musica e favorire una crescita culturale.

Questa sua vocazione la trasporta anche nei Festival dei quali è direttore artistico: il Festival internazionale di musica di Portogruaro, che ogni anno porta grandi artisti della musica classica nella piccola cittadina veneta, la storica e prestigiosa Società dei Concerti di Trieste, il Festival musicale internazionale Nei Suoni dei Luoghi, che promuove annualmente nuove generazioni di musicisti. Enrico Bronzi suona un violoncello Vincenzo Panormo del 1775.


Lorenzo Dante Ferro

Maestri Profumieri risaltano di una luce particolare, dovuta all’esiguità del loro numero. Al mondo si conta, infatti, appena un centinaio di soci con numerose responsabilità sociali e alcuni importanti privilegi. La natura stessa della loro arte, sviluppata con cura ed applicazione dopo lunghi anni di studio, consente ai giovani profumieri di identificare e memorizzare centinaia di materie prime naturali provenienti da ogni parte del mondo. Tutto ciò è fondamentale per la conoscenza assoluta di ogni singolo ingrediente: dai metodi di coltivazione alla raccolta, alla sua trasformazione ed evaporazione per poter comporre una formulazione originale di qualità, recante in presso lo stile del compositore stesso.

Certamente l’arte della profumeria, si può definire una fusione perfetta di scienza ed arte. Solamente dopo un apprendistato di anni di studio ed esperienza, e dopo numerosi ed importanti incarichi presso le celebri case essenziere internazionali, si conquista il privilegio del titolo di Maestro Profumiere. Il successo del lavoro svolto n’è la patente autentica, indipendentemente dall’autonomina. In questo mondo non vi è spazio per l’improvvisazione o il dilettantismo in quanto trattasi di un’arte tramandata in segretezza da molti secoli. Non esistono marchi d’azienda smaglianti o budget pubblicitari elevati che riescono a camuffare l’assenza di maestria, peggio, la mancanza totale di conoscenza dell’arte della composizione, all’orchè si venga messi alla prova “in diretta”.

I Maestri Profumieri utilizzano numerosi ingredienti provenienti sia da nazioni ricche sia da nazioni povere per comporre e fondere assieme nel profumo quasi un pensiero d’unità, come di missione personale. Proprio in questi momenti il Maestro Profumiere può, a buon diritto, considerarsi ambasciatore del mondo nella sua rutilante diversità per formare una completezza assoluta. Egli diventa così il simbolo di ogni persona che, in un percorso a ritroso, ha contribuito alla creazione del profumo: da chi ha coltivato il campo a chi ha raccolto il fiore, fino ad arrivare al distillatore che ha estratto l’olio essenziale che diverrà uno dei tanti componenti preziosi della miscela. Viene a crearsi, così, una visione d’insieme di forte intensità poetica, che riesce a comunicarci che una bottiglia di profumo “vibra” ad una frequenza molto più alta di ciò che può considerarsi un semplice capriccio. Il profumo è un autentico mezzo espressivo, vivo, che contiene un mondo.

Lorenzo Dante Ferro ha la grandissima fortuna d’essere uno di questi cento Maestri Profumieri. Avendo pienamente meritato il titolo, è uno dei rarissimi creatori e produttori di profumi originali per distribuzione limitata ed esclusiva. A seguito di anni d’esperienze e d’incarichi internazionali nei più importanti centri profumieri come Zurigo, Grasse, Londra, New York, Bruxelles e Parigi ha scelto di creare in proprio, ritornando alle origini.

Questa scelta è stata sofferta ma fondamentale: la decisione di creare profumi di altissima qualità secondo la grande tradizione italiana è avvenuta, quando nessun altro avrebbe osato questo passo, che predestinava ad una vera nicchia di mercato. Nel 1982, ha fondato la sua azienda artigianale, stabilendo il suo Studio Creativo ed il laboratorio in due piccoli paesi del nord-est italiano fra Venezia e Trieste. In questi luoghi, ancora intatti per certi aspetti storico-naturalistici, egli ha trovato la fonte d’ispirazione come, del resto, vi trovarono spunto artisti del calibro di Leonardo e poeti e scrittori come I. Nievo, E. Hemmingway, E. Bartolini, S. Maldini.


Coro del Friuli Venezia Giulia

Il Coro del Friuli Venezia Giulia è nato nel gennaio 2001 e dopo diciotto anni di attività può annoverare quasi 400 concerti, suddivisi in un centinaio di produzioni diverse.

Caratterizzato dalla gestione modulare del suo organico, composto da molti giovani provenienti da tutta la Regione, che gli consente di passare dal piccolo gruppo ristretto fino ad arrivare al grande coro sinfonico, è una delle realtà musicali più attive sul piano culturale con all’attivo decine di produzioni, prime assolute e concerti tenuti in tutta Italia ed Europa.

Viene costantemente inserito nei cartelloni dei più prestigiosi teatri e festival.

Collabora con rinomati interpreti della musica antica, classica, contemporanea, jazz, pop e numerose orchestre europee: la Capella Savaria in Ungheria, i Solamente Naturali di Bratislava, la Venice Baroque Orchestra per la musica antica, la FVG Mitteleuropa Orchestra, l’Orchestra della Radio Televisione Serba, l’Orchestra della Radio Televisione e la Philarmonica di Ljubljana , la Junge Philarmonie Wien, l’Orchestra Toscanini di Parma, l’ Orchestra di Padova e del Veneto, l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e molte altre per il repertorio sinfonico. Oltre ad una ragguardevole attività in Friuli Venezia Giulia, è stato ospite dei più prestigiosi Festival e delle Stagioni concertistiche, tra cui spicca il Festival Monteverdi di Cremona, il Teatro Comunale di Modena, Musica e Poesia a S. Maurizio di Milano, Soli Deo Gloria di Reggio Emilia, Emilia Romagna Festival, Musikverein di Klagenfurt, Stadttheater di Klagenfurt, Wien Musikwoche, Lubjana Festival, Festival Dino Ciani, Mittelfest, Ravenna Festival, Festival Mi.To.

Ha interpretato i più grandi oratori del repertorio barocco, classico e romantico. Ha preso parte a numerosi allestimenti di melodrammi della grande tradizione italiana.

Nel 2002 in diretta Eurovisione dal Monte Lussari, collegato via satellite con l’Orchestra Sinfonica di Pecs che suonava in Sala Nervi alla presenza di Papa Giovanni Paolo II ha eseguito la alto Rhapsody di Brahms. Nel maggio del 2011 ha accolto il Santo Padre Benedetto XVI ad Aquileia.

Uno dei progetti più ambiziosi del coro è quello di eseguire, nel corso degli anni, tutte le oltre 200 Cantate Sacre di J.S. Bach e grande risalto ha avuto nella Pasqua del 2012 l’esecuzione a Udine, in tre giorni consecutivi, della Passione secondo Giovanni, della Passione secondo Matteo e della Messa in si minore, sotto la direzione di Filippo Maria Bressan, Paolo Paroni e Andrea Marcon.

Le performances, inoltre, con celebri esponenti del Jazz quali Kenny Wheeler, che ha espressamente scritto per il coro un oratorio, John Surman, John Taylor, Markus Stockhausen, Enrico Rava, Klaus Gesing e Glauco Venier hanno permesso alla compagine di sperimentare nuove forme di espressione. Significative anche le collaborazioni con cantanti quali Mariella Devia e Luisa Castellani, le esperienze pop con Andrea Bocelli, Edoardo De Angelis, Tosca e Simone Cristicchi,  con musicisti etnici del calibro di Jivan Gasparyan E’ stato diretto da oltre cinquanta direttori tra cui spiccano i nomi di R. Muti, G. Leonhardt, T. Koopman, C.Coin, A. Marcon, F. M. Bressan, L. Bacalov ( Premio Oscar per il quale ha eseguito in prima assoluta l’opera Estaba la madre), G. Pehlivanian.

Degne di nota le collaborazioni e l’amicizia instaurate con il Maestro Gustav Leonhardt che ha diretto un ciclo di Cantate bachiane portato in tournèe e andato in onda interamente su Rai2. Collabora costantemente con la celebre soprano Emma Kirkby, al fianco della quale è comparso in un documentario inglese della BBC andato in onda più volte in Inghilterra. Nel 2016 ha intrapreso una felice collaborazione con il celebre violoncellista Mario Brunello che sta portando il coro nei più importanti cartelloni e Festival europei.

Il Coro del Friuli Venezia Giulia fin dalla sua fondazione è preparato da Cristiano Dell’Oste.


Venice Baroque Orchestra

Dall’incontro tra Andrea Marcon e Accademia di San Rocco è sorto nel 1997 il progetto Orchestra Barocca di Venezia – Venice Baroque Orchestra (VBO). L’orchestra dispone di musicisti attivi ormai da anni nel campo della musica antica ed è specializzata nell’esecuzione su strumenti originali.

Nell’attività dell’orchestra viene dato ampio spazio al repertorio italiano del ‘700, in particolare alla scuola veneta, e alla riscoperta del patrimonio operistico barocco. Significative le produzioni di opere inedite quali Orione di Francesco Cavalli, Olimpiade di Domenico Cimarosa, e la prima rappresentazione italiana del Siroe di G.F. Haendel.

VBO ha tenuto concerti in tutta Europa, negli Stati Uniti e in Giappone, esibendosi in alcune tra le più prestigiose sedi concertistiche la Royal Albert Hall (Proms), Barbican Center e Wigmore Hall di Londra; Théâtre des Champs Élysées e Théâtre du Châtelet di Parigi, Konzerthaus di Berlino, Concertgebouw di Amsterdam, Musikverein e Konzerthaus di Vienna, Carnegie Hall e Lincoln Center di New York, Tokyo Opera City e Kioi Hall di Tokyo, Tchaikovski Concert Hall di Mosca, Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, Filarmonica di Varsavia, Alte Oper di Francoforte, Philharmonie di Colonia, spesso registrati dalle più importanti reti televisive e radiofoniche. E’ stata ospite, inoltre, dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, dell’Accademia Chigiana a Siena, del Teatro alla Pergola di Firenze, e di molte altre importanti istituzioni musicali.

Tra i solisti che collaborano con l’Orchestra Barocca di Venezia figurano: Avi Avital, Cecilia Bartoli, Romina Basso, Mario Brunello, Gautier Capuçon, Giuliano Carmignola, Franco Fagioli, Vivica Genaux, Roberta Invernizzi, Philippe Jaroussky, Magdalena Kožená, Katia e Marielle Labèque, Sara Mingardo, Victoria Mullova, Anna Netrebko, Patricia Petibon,  Andreas Scholl.

VBO, sotto la direzione di Andrea Marcon, ha al suo attivo registrazioni discografiche per Sony Classical, Deutsche Grammophon-Archiv, Naïve, Erato con le quali ha ottenuto i riconoscimenti della stampa specializzata (quattro Diapason d’Or, Gramophone, Choc de l’année de le Monde de la Musique 2001, Echo Preis 2002 e 2003). Nel 2007 l’Orchestra è stata premiata con l’Edison Klassiek Award 2007 per il CD Sinfonie e Concerti per Archi di Vivaldi registrato per Deutsche Gramophon-Archiv. Le più recenti registrazioni dell’orchestra sono: un CD di concerti di Vivaldi con Avi Avital, pubblicata da Deutsche Grammophon nel 2015 e un CD con Philippe Jaroussky di arie di Nicola Porpora per l’etichetta Erato, che ha ricevuto una nomination ai Grammy 2015.

I momenti più significativi dell’attività di VBO nel 2018 sono rappresentati da due tour in Europa e Giappone con il controtenore Franco Fagioli; concerti in Europa con il violinista Giuliano Carmignola e il mandolinista Avi Avital;  due tournée negli USA.

Nel 2019 VBO sarà impegnata in tournée in Europa, USA e Sud America.

I concerti dell’Orchestra Barocca di Venezia sono stati ripresi dalla BBC, Arte, RAI2, dalla giapponese NHK, e dall’olandese NPS2; sono stati inoltre trasmessi da RAI Radio3, BBC3, ORF, WDR, France Musique, Radio France, National Public Radio, NPS Radio4.