Il clavicembalo storico del Museo “Gortani”

Dall’1 al 30 giugno
Uno strumento viennese da guardare e ascoltare: il clavicembalo storico del Museo Carnico Gortani di Tolmezzo
ore 10.00 – 12.30 | 15.00 – 18.00 (lunedì chiuso)
Si tratta di una mostra unica nel suo genere che permetterà di ammirare uno strumento a tastiera del primo Settecento la cui fattura unisce l’arte cembalaria veneziana a quella austriaca.

Il clavicembalo custodito presso il Museo Carnico di Tolmezzo è uno strumento di enorme importanza storica ed unico nel suo genere in Italia. Lo strumento, lascito di Jacopo Linussio (Paularo 1691 – Tomezzo 1747) imprenditore tessile carnico, con tutta probabilità fu portato a Tolmezzo dalla residenza viennese. Il clavicembalo non è firmato e non reca alcuna data. L’origine austriaca poteva infatti essere ipotizzata per la fattura esterna dello strumento e soprattutto per come risulta sagomato il vano tastiera, simile a quello del futuro fortepiano viennese. Un cembalo quasi identico è conservato proprio al Kunsthistorisches Museum di Vienna: non suonabile, reca la firma di Valter per quanto concerne un secondo intervento di rimaneggiamento del ponte sulla tavola armonica. Datato 1703, appare logico immaginare che anche lo strumento gemello di Tolmezzo risalga allo stesso periodo e provenga dalla stessa bottega, se non direttamente quella della famiglia Valter comunque vicina alla celebre famiglia di costruttori, tale da giustificare un successivo intervento degli stessi.

Lo strumento era stato concepito come un claviorgano: lo provano i fori presenti sotto alla tastiera, tutti i tasti a parte qualche nota grave. Gli strumenti potevano così essere suonati simultaneamente o separatamente utilizzando la medesima tastiera. L’attuale supporto in legno è successivo allo strumento, commissionato dalla famiglia Linussio in linea con lo stile dell’abitazione tolmezzina, così come la decorazione esterna.

La tastiera dello strumento è costruita scegliendo quel tipo particolare di ottava detta “alla viennese”: i tasti hanno rivelato scritte a matita col nome della nota corrispondente a ciascuna leva, caratteristica riscontrata anche nel cembalo di Vienna. Lo strumento è dotato di doppia tavola armonica: il somiere infatti si limita alla fascia delle caviglie ed il capotasto si comporta come un vero e proprio ponte sulla tavola armonica. Suono e timbro dello strumento sono così percepiti in maniera ancora più diretta dall’esecutore.

Il ponte sulla tavola armonica è interrotto e diviso in tre sezioni nell’estrema periferia grave del suo ambito, una scelta costruttiva già presente in alcuni esempi dell’arte cembalaria veneziana e che permette alle corde poggianti su queste sezioni più piccole di dare un migliore risultato acustico, anche senza dover essere esageratamente lunghe.

 

Il Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani” di Tolmezzo, ospitato nel secentesco Palazzo Campeis, espone una ricca collezione di materiale etnografico, artistico ed artigianale che coinvolge tutti gli aspetti della vita e delle tradizioni della Carnia, in un arco di tempo che va dal XIV al XIX secolo. Non mancano importanti reperti e manufatti relativi alla musica popolare e bandistica, come la bottega del costruttore e restauratore di fisarmoniche Valentino Tin Pillinini e la serie di ottoni di età napoleonica relative alle società filarmoniche attive in Carnia. 

Museo Carnico di Tolmezzo

In riferimento alla musica antica, strumento unico è il clavicembalo settecentesco, all’origine un claviorgano, appartenuto alla famiglia Linussio, restaurato grazie all’interessamento del Maestro Giovanni Canciani (1936-2018), genius loci della Carnia. Compositore, didatta, fondatore delle case museo La Mozartina a Paularo, esperto in organologia e artigianato artistico, Canciani si è prodigato per restituire questo strumento alla sua integrità, da renderlo performante e sonante ai fini dello studio e della divulgazione, attraverso conferenze e concerti dedicati.